Wimbledon e' alle porte e monta la polemica: i farmaci anti-obesita' presi da Serena Williams per dimagrire sono un aiuto per la campionessa che, grazie a due wild card, a fine mese tornera' a giocare sull'erba sia in doppio con la sorella Venus sia in singolo. C'e' chi paventa il doping, sostenendo che le iniezioni dimagranti grazie alle quali la 44enne atleta ha perso 15 chili in un anno possano contribuire a un miglioramento delle sue prestazioni, chi agita lo spettro del conflitto di interesse.

La Williams è testimonial di Ro, una società di telemedicina specializzata nella prescrizione di farmaci per la perdita di peso. "Il marketing di questi prodotti sfrutta le insicurezze delle donne in modo problematico. Trovo inquietante e triste vedere Serena associata a questo tipo di messaggio", ha detto la giornalista sportiva britannica Catherine Whitaker. Non e' chiaro se la Williams stia ancora prendendo il tirzepatide che l'ha aiutata a smaltire i chili accumulati dopo la seconda gravidanza e a controllare zuccheri e il colesterolo, ma di recente lei stessa ha ammesso che il trattamento ha aperto un circolo virtuoso aiutandola a migliorare la sua preparazione atletica: "Mi ha aiutato a valorizzare tutto quello che già facevo, dall'alimentazione sana agli allenamenti", ha spiegato aggiungendo che i chili di troppo "mettevano stress sulle ginocchia": ora puo' fare mosse che prima le erano impossibili.