di
Paola De Carolis
La campionessa in campo in doppio al torneo londinese Queen's: «Come andare in bici»
LONDRA - «Sta per arrivare. Anzi no. Parlerà nel pomeriggio». I messaggi si rincorrono sulla chat dell’HSBC Queen’s, torneo che è l’anticamera di Wimbledon e dove l’erba dei campi resiste tra le case e i palazzi di Barons Court. Tre ore e mezza dopo l’orario annunciato, eccola: Serena Williams, regina incontrastata del tennis alla vigilia di un secondo atto. Un lungo cappotto bianco, la chioma raccolta, il sorriso che le illumina il viso: nessuna donna, nell’era moderna, ha vinto, o guadagnato, più di lei.
«Ho parlato con un po’ di gente, ho soppesato varie possibilità, ho pensato a come continuare a divertirmi», esordisce per spiegare perché, a 44 anni, ha deciso di rimettersi in discussione, inizialmente nei doppi, con la canadese Victoria Mboko, 19 anni, e chissà, forse un giorno anche nei singolari. Non esclude nulla, ma non vuole pressioni. «Non ho bisogno di vincere, ho vinto più della maggior parte delle persone ed è importante che lo ricordi a me stessa, che non ho nulla da dimostrare, che dopotutto è un gioco».
















