Lo sguardo è quello di una tigre tenuta in gabbia che non vede l'ora di uscire. Così appare Serena Williams, una delle tenniste più vincenti di sempre, al suo rientro in campo dopo quattro anni di stop. Un ritorno vincente sul prato verde del Queen's nel doppio in coppia con la 19enne canadese Victoria Mboko.
Nulla da fare per la statunitense Nicole Melichar-Martinez e l'australiana Erin Routliffe, battute in due set per 7-6, 6-2. Al di là del risultato e del tennis espresso - tutta da verificare la sua tenuta nel singolo - è stato mediaticamente un rientro in grande stile, come quello dei vecchi pugili che tornano sul ring dopo anni di inattività. Ma la Williams è apparsa tutt'altro che 'suonata'. Sa ciò che vuole e ha dato, come sempre, tutto per ottenerlo. D'altronde, "non ho bisogno di vincere perché ho vinto più di quanto la maggior parte delle persone riesca a vincere in tutta la vita", aveva detto pochi giorni fa. "E' stato molto bello. Non avevo molto da fare, ero un po' annoiata a casa", le parole pronunciate subito dopo la partita da Williams che in bacheca vanta ben quattro ori olimpici, 23 Slam in singolare, 73 titoli Wta ed altri 16 titoli Slam tra doppio e misto. Il motivo del suo ritorno dopo quell'Us Open del 2022 che segnò il suo addio al tennis non è certo il denaro ma va ricercato nella psicologia di una sportiva eccezionale che ha fatto dell'impegno e della ricerca dei propri limiti il carattere distintivo. "Si tratta di permettere alle mie figlie di vedermi giocare.










