HomeRiminiCronacaSan Patrignano si allarga. Inaugurati 282 nuovi alloggi, ma cresce la dipendenza da crackLa comunità investe oltre 3mila metri quadrati per rispondere alla grande domanda di accoglienza. In dodici mesi 622 ingressi, sempre più frequenti i casi legati a cocaina e sostanze ad alto rischio.Il taglio del nastro dei nuovi edifici alla presenza dei vertici della comunità, delle istituzioni e degli oltre 850 ragazzi ospitatiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciNuovi spazi per rinascere, costruiti letteralmente sulle fondamenta di chi in passato, ha già lottato e studiato per riprendersi la propria vita. San Patrignano si allarga e rinnova la sua promessa di rinascita. Ieri il taglio del nastro di 282 nuovi alloggi, inaugurati davanti agli 850 ragazzi che oggi formano la comunità. Un’opera imponente di oltre 3mila metri quadrati: 48 camere da letto, 55 bagni, tre sale comuni e due spazi polivalenti, sorti simbolicamente sulle ceneri del vecchio teatro e della biblioteca. "Non scopriamo il lenzuolo solo su nuovi edifici, ma su percorsi di vita e nuove opportunità – ha sottolineato Letizia Moratti, co-fondatrice della fondazione –. Questi sono spazi di speranza, qui una volta c’era la vecchia biblioteca e tantissimi ragazzi, compresi i miei figli ci hanno studiato". Per la presidente Vittoria Binelli, "gli edifici parleranno di forza e solidarietà. Ogni vita è degna di una seconda, terza o anche quarta possibilità". Questa necessità di accoglienza fa i conti con una piaga apertissima. Tra maggio 2025 e aprile 2026, nella comunità sono entrate 622 persone. L’uso di cocaina resta il più diffuso (93%), con un dato in crescita rispetto allo scorso anno, seguito da cannabis (88%) e crack (63%). Quest’ultimo si conferma ai primi posti come dipendenza primaria, riguardando il 30% dei nuovi ingressi. "È una droga che una volta non c’era e crea dipendenza molto più velocemente della cocaina – spiega Antonio Boschini, responsabile sanitario –. Una vera e propria trappola, con percentuali di consumo su scala nazionale simili a quelle dell’eroina negli anni ‘80. L’età di inizio è sempre l’adolescenza: si inizia con la cannabis e poi si va avanti". Rispetto alle droghe sintetiche (ecstasy, allucinogeni, anfetamine e ketamina) si registra invece un calo. Preoccupano però i dati anagrafici dei 622 neo entrati: il 18% ha meno di 25 anni e la metà di loro ha iniziato a usare cocaina entro i 20 anni. Un dramma spesso ereditario, considerando che ben 156 ragazzi hanno un genitore con una dipendenza alle spalle o in corso. La fascia d’età con il maggior numero di ingressi, infine, resta quella tra i 26 e i 35 anni. Dietro ai numeri ci sono storie personali che raccontano un disagio sempre più diffuso e trasversale. A cambiare non sono soltanto le sostanze, ma anche i profili di chi chiede aiuto. Sempre più spesso arrivano ragazzi che hanno alle spalle percorsi segnati da fragilità familiari, isolamento sociale e difficoltà psicologiche. Per questo San Patrignano continua a investire non solo negli spazi abitativi, ma anche nei percorsi educativi, formativi e di sostegno. I nuovi alloggi rappresentano così una risposta concreta a una domanda di accoglienza che negli ultimi anni non ha smesso di crescere.
San Patrignano si allarga. Inaugurati 282 nuovi alloggi, ma cresce la dipendenza da crack
La comunità investe oltre 3mila metri quadrati per rispondere alla grande domanda di accoglienza. In dodici mesi 622 ingressi, sempre più frequenti i casi legati a cocaina e sostanze ad alto rischio.








