Sabato 06 Giugno 2026 | 16:26

Sabato 06 Giugno 2026, 15:41

Sono stati 84 (tutti uomini) i trattenuti nel Cpr di Palazzo San Gervasio nel 2025, a fronte di una capienza massima di 128 e di una capienza effettiva di 104; uno solo è richiedente asilo e il 50 % delle persone è stato individuato e fermato dalle forze dell’ordine che ne hanno certificato la posizione irregolare. Algeria, Colombia, Cuba, Egitto, Gambia, Marocco, Moldavia, Nigeria, Perù, Romania e Tunisia i paesi di provenienza. Lo dice il secondo rapporto di monitoraggio sui Centri per il rimpatrio in Italia, redatto a fine gennaio 2026 dalle organizzazioni aderenti al Tavolo Asilo e Immigrazione, una rete della società civile impegnata nella tutela dei diritti delle persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo, presentato a Potenza.

Sulla situazione del Centro in Basilicata emerge che erano 78 i trattenuti a dicembre del 2024. Dopo una visita ad ottobre scorso è stato sottolineato come le condizioni abitative fossero "particolarmente compromesse, con celle fatiscenti e un ambiente complessivamente malsano e degradato. Le stanze sono organizzate in moduli privi di porte, con spazi comuni che comprendono sia l'area notte sia i servizi igienici. Gli ambienti presentano segni evidenti di incuria diffusa, che incidono direttamente sulla salubrità e sulla dignità della permanenza. Ed anche lo spazio ricreativo rimane interno». E’ stato evidenziato il problema «di non avere a disposizione che un solo telefono cellulare di vecchia generazione ogni otto trattenuti, con evidenti problemi di contatto con l’esterno, con avvocati e familiari in una situazione che degenera spesso in risse». E non è migliore la situazione denunciata rispetto al diritto alla salute negato "con giustificazioni legate alle lunghe liste di attesa della sanità pubblica».