Sassuolo (Modena), 9 giugno 2026 – “Ci dispiace, abbiamo venduto più biglietti del previsto, dovete uscire”. E’ montata la protesta da parte di numerosi genitori di studenti minorenni che, lo scorso sabato, si sarebbero visti costretti a ritirare i propri figli da una discoteca della nostra provincia, in zona Sassuolo, dove li avevano poco prima accompagnati a causa – riferiscono – del ‘sovraffollamento’ del locale. E questo a fronte, però, del biglietto acquistato online e già pagato. Ticket – sottolineano – da 38 euro e fino a 65 nel caso fosse compreso anche il tavolo.
La rabbia dei genitori
Quel sabato sera era previsto anche il concerto di un giovane rapper e cantautore italiano particolarmente amato dagli adolescenti. Tanti genitori, infatti, avevano deciso di regalare i biglietti per quel party studentesco ai propri figli in occasione della fine della scuola. Ora, però, gridano alla truffa dato che il concerto è stato ‘ridimensionato’ e diviso in due turni più brevi. “Come pensate di rimborsare i nostri ragazzi?” affermano sui social. C’è chi non si è fermato però ai commenti su Instagram ma è andato oltre, percorrendo le vie giudiziarie.
Due papà hanno presentato un esposto
Infatti due papà modenesi hanno presentato direttamente un esposto in questura contro il locale. “Il 31 maggio, mediante il sistema online messo a disposizione dall’organizzatore del locale, avevamo acquistato i ticket per l’accesso allo ‘Student Party’ di fine anno scolastico per le nostre figlie – fanno sapere –. Il prezzo del singolo biglietto per accedere al party, riservato agli studenti delle scuole superiori, era di 38,78 euro e l’acquisto avveniva mediante una procedura di registrazione, inserendo anche i propri recapiti telefonici e e-mail. La serata avrebbe dovuto concludersi alle 4 del mattino. Mia figlia, insieme ad altre amiche – spiega uno dei papà – è entrata tranquillamente nel locale, esibendo il QR code. Eravamo d’accordo che sarei tornato a prenderle tra le 2 e le 3 di notte, ma poco prima dell’una le ragazze mi hanno chiamato spiegando di essere state costrette dai bodyguard presenti nel locale ad abbandonare la discoteca intorno a mezzanotte e quaranta, dopo aver assistito a un ‘mini’ concerto, poiché era stato diviso in due ‘tempi’ più brevi, invece di garantire l’intera serata”. La questura di Modena dove due genitori hanno depositato un esposto










