1970, 1986, 2026. Il Messico è il primo paese ad ospitare un mondiale di calcio per tre volte. Nelle prime due edizioni i governi del Partido Revolucionario Institucional (Pri) utilizzarono il grande evento per legittimarsi e spostare gli elementi narrativi critici sul proprio operato. Una dinamica molto simile accompagna oggi il governo di Claudia Sheinbaum.

Mentre movimenti sociali, madres buscadoras e organismi internazionali evidenziano le responsabilità dello Stato nel fenomeno delle sparizioni forzate così come il ruolo dei gruppi criminali, rompendo la retorica dello «Stato fallito» e della narco-democrazia, il governo utilizza il Mondiale per mostrare forza, stabilità e capacità di controllo. Così come accaduto dopo l’operazione che avrebbe portato alla morte de El Mencho – il cui corpo non è mai stato mostrato pubblicamente – anche il Mondiale diventa uno strumento per riaffermare la presenza dello Stato e ribadire che il Messico non è un paese governato dai signori della droga ma dalle istituzioni. Allo stesso tempo però la presidente continua a negare le sempre più evidenti responsabilità dello Stato nel fenomeno delle sparizioni forzate e nella violenza legata al controllo territoriale.