Donald Trump aveva appena finito di parlare con Fox News per dire che un accordo con l’Iran era cosa da considerarsi fatta entro giovedì di questa settimana al più tardi, quando – domenica – è arrivata la notizia di attacchi iraniani in territorio israeliano. La sua voce non è stata particolarmente ascoltata neanche quando, poco dopo, ha imposto al governo israeliano di non reagire. «Sto per chiamare Bibi (Netanyahu, ndr) per dirgli di non lanciare una rappresaglia», ha detto il presidente Usa a Axios. Dopotutto, ha aggiunto parlando della guerra come di un grande spasso, «entrambi si sono divertiti. Israele ha lanciato i suoi attacchi, l’Iran ha lanciato i suoi attacchi. Non ce ne serve un altro». “Bibi”, ormai forse abituato alle chiamate di vibrante protesta di Trump che pochi giorni fa lo avrebbe definito «pazzo», non l’ha ascoltato. Poche ore dopo l’esercito di Tel Aviv ha colpito l’Iran a sua volta con due ondate di attacchi, anche su Mahshahr, il principale complesso petrolchimico del Paese. Nonostante Trump avesse aggiunto, parlando con il Financial Times, che «sono io a decidere, non Netanyahu».

BISOGNA ASPETTARE ieri prima che una chiamata di Trump all’alleato israeliano vada – almeno per il momento – a segno, con la dichiarazione televisiva del primo ministro Netanyahu in cui sostiene che «per ora» non ci saranno altri attacchi, come aveva fatto in mattinata anche l’Iran. Il New York Times cita tre fonti militari (due israeliane e una statunitense) secondo le quali nel corso della chiamata di lunedì il presidente Usa avrebbe imposto a Netanyahu di non continuare i bombardamenti sull’Iran, ripetendogli – sempre secondo le fonti – che questo comprometterebbe un accordo che sembra sempre più concreto. Lo sosteneva in mattinata anche nell’ennesimo post su Truth Social: «Entrambe le parti, Israele e Iran, vogliono raggiungere immediatamente un CESSATE IL FUOCO! Le negoziazioni finali sulla “Pace” sono in corso, minacciate da ostacoli posti sulla loro strada da ignoranza e stupidità. Il blocco (dei porti iraniani, ndr) rimarrà in vigore, pienamente operativo, finché un “accordo finale” non verrà raggiunto. Le cose dovrebbero muoversi velocemente».