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Il futuro del marocchino è legato alle scelte di Mourinho e al probabile rientro di Nico Paz, può andare a Torino in prestito
"Ci è mancato il giocatore bravo nello stretto". Le parole pronunciate da Luciano Spalletti nel finale del campionato risuonano ancora come una diagnosi chiarissima per la Juventus. Nonostante la mole di gioco prodotta, i bianconeri hanno faticato enormemente a tradurre le occasioni in gol, pagando a caro prezzo una netta mancanza di qualità negli attaccanti e di imprevedibilità sulla trequarti, soprattutto contro le difese chiuse delle medio-piccole.
Per risolvere questo problema, l'amministratore delegato Damien Comolli e la dirigenza bianconera hanno individuato l'identikit perfetto: Brahim Diaz. Il trequartista marocchino conosce già alla perfezione la Serie A e Spalletti lo considera l'uomo ideale per spaccare le partite. Un'operazione complessa, che fino a pochi giorni fa sembrava un miraggio, ma che le recenti elezioni presidenziali in casa Real Madrid potrebbero improvvisamente sbloccare.
Nessun colpo di scena a Madrid: Florentino Perez ha vinto le elezioni superando lo sfidante Enrique Riquelme col 65% delle preferenze grazie a un programma elettorale ambizioso, basato principalmente sul clamoroso ritorno di José Mourinho sulla panchina del Bernabeu e sulla promessa di un nuovo super colpo "galactico" da 150 milioni di euro. I soci Blancos confermano El Presi e a Torino Spalletti sorride perché lo spazio nel Real per Brahim Diaz, reduce da una stagione da 'soli' 1600 minuti, rischia di azzerarsi definitivamente, soprattutto se il club come sembra eserciterà la recompra e riporterà alla Casa Blanca Nico Paz.










