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Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir è indagato dalla Procura di Roma per sequestro di persona e tortura nell'ambito dell'inchiesta sulla vicenda della Flotilla e sul fermo degli attivisti intercettati dalle autorità israeliane e condotti nel porto di Ashdod. Nel fascicolo aperto dai pm capitolini vengono ipotizzate le accuse di violenza sessuale e rapina. L'indagine, coordinata dal pm Stefano Opilio, nasce dall'acquisizione di video e testimonianze che documenterebbero le modalità con cui gli attivisti sarebbero stati trattenuti dopo l'abbordaggio dell'imbarcazione. I filmati, ora al vaglio dei carabinieri del Ros, mostrano alcuni volontari inginocchiati in un hangar del porto israeliano, con le mani legate dietro la schiena, mentre Ben-Gvir passeggia davanti a loro pronunciando frasi ritenute offensive e denigratorie. Video di questo tenore erano stati pubblicati sui social dallo stesso ministro.

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Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la nave della Flotilla sarebbe stata fermata mentre si trovava nelle acque territoriali di Cipro, prima di essere condotta verso Israele e per portare gli attivisti in un deposito portuale. Il nuovo procedimento aperto a piazzale Clodio è stato poi riunito a un fascicolo già esistente relativo a un precedente episodio avvenuto al largo della Striscia di Gaza, quando altri attivisti erano stati bloccati in mare e arrestati. Negli atti depositati dagli avvocati dei volontari compaiono anche altri nomi di esponenti politici e militari israeliani che avrebbero avuto un ruolo nelle operazioni di fermo e trasferimento degli attivisti.