Gabriele Bianchi è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte. Ma non è tutto, i giudici hanno dato il via libera a un percorso di giustizia riparativa che, se la famiglia della giovane vittima accettasse, potrebbe portarlo a incontrare i suoi familiari. La decisione della Corte d'Assise d'Appello di Roma ha riportato al centro dell'attenzione un tema, la giustizia riparativa. Ma di cosa si tratta? La giustizia riparativa non cancella la pena e non comporta automaticamente sconti di condanna. Bianchi resta condannato all'ergastolo.
Il percorso autorizzato dai giudici riguarda un altro aspetto: la possibilità di confrontarsi con le conseguenze del reato commesso. Nel suo caso l’omicidio di Willy Monteiro. Nata diversi decenni fa e introdotta in modo organico anche nell'ordinamento italiano, la giustizia riparativa mette al centro non soltanto il colpevole e la sua punizione, ma anche le vittime e il danno prodotto dal reato. Per questo, quando le parti lo desiderano liberamente, possono essere organizzati incontri tra l'autore del reato e le persone che ne hanno subito le conseguenze.
Non si tratta di percorsi obbligatori e nemmeno di occasioni nelle quali viene richiesto il perdono. La partecipazione è volontaria e richiede il consenso di tutti i soggetti coinvolti. Nel caso di Willy Monteiro, saranno i familiari a decidere se accettare o meno la richiesta avanzata da Bianchi.










