Un magazzino fiscale monstre da 1.331 miliardi ma con margini di intervento molto limitati (solo il 7%) per le nuove azioni di recupero che Agenzia delle entrate Riscossione dovrà portare avanti nel 2026. Passando al setaccio le singole voci che compongono il gigantesco residuo contabile affidato dai diversi enti creditori ad Ader dal 1° gennaio 2000, emerge come il 41% non sia aggredibile in quanto composto da crediti di difficile recuperabilità per condizioni soggettive dei contribuenti intestatari. A rivelarlo è il Piano dell’Agenzia delle entrate Riscossione allegato alla convenzione 2026-2028 che le agenzie fiscali si apprestano a firmare con il Mef. Il Piano evidenzia come l’11% del magazzino residuo (pari a 149,3 miliardi) riguardi soggetti interessati da procedure concorsuali, il 19 per cento (254 miliardi) persone decedute e imprese cessate, il 10 per cento (138 miliardi) soggetti che, in base ai dati presenti nell’Anagrafe tributaria, risultano nullatenenti. In totale 541,3 miliardi quasi impossibili da recuperare.

Le cartelle sospese e le rateizzazioni in corso

A questo vanno aggiunti 46,7 miliardi di euro, pari a circa il 4 per cento del carico residuo, relativi a carichi per i quali, alla data del 31 dicembre 2025, risulta sospesa l’attività di riscossione, ossia le cartelle ricomprese nei piani di definizione agevolata della «Rottamazione-quater», ancora in corso, e della relativa riammissione.