Genova - «Con il collega Jan Casella abbiamo visitato tutte le case di comunità e i pediatri non sono presi in considerazione». Parte da questa considerazione della capogruppo in consiglio regionale di Avs Selena Candia la presentazione della raccolta firme lanciata dal partito in Liguria per la proposta di legge nazionale per garantire il diritto alle cure dei bambini. L’obiettivo di Avs in Liguria è inserire nel piano socio-sanitario l'istituzione della guardia medica pediatrica, un presidio «che consenta assistenza immediata ai bambini in difficoltà», spiegano i due consiglieri. Ma si vuole anche sostenere finanziariamente il Gaslini «che ha visto un taglio di trasferimenti di 6 milioni dal governo nazionale», oltre a promuovere la «riapertura dei punti nascite chiusi dalle giunte regionali di centrodestra e il potenziamento delle cure nei periodi di transizione tra l’infanzia e l’età adulta». Alla presentazione dell’iniziativa hanno partecipato Andrea Fiori, presidente dell’associazione Cuore di Bimbo, Simona Traspendini della Fiagop (Federazione italiana associazioni genitori e guariti oncoematologia pediatrica) e Gabriella Spezzano di Abeo Liguria (Associazione ligure del bambino emopatico ed oncologico). «Se si hanno problemi nelle ore serali si finisce nei pronto soccorso, allungando i tempi di risposta - spiega Candia - Con la realizzazione delle case di comunità hub, dovrebbe esserci un pediatra h24». Nella proposta di legge si vuole anche chiedere «alla Regione di investire nei primi mille giorni di vita del bambino, dal concepimento fino ai due anni di età: ogni euro investito ne fa guadagnare dieci per le cure nell'età adulta». Candia scegli due esempi per fotografare la situazione della pediatria ligure. Da un lato gli «8 milioni di euro in meno di stanziamenti per il Gaslini, perdita che deriva soprattutto dal Governo che ne ha tagliati sei». Poi la situazione di Imperia, dove «due settimane fa, la giunta Bucci ha disposto di trasferire un ginecologo due volte al mese a Imperia per realizzare le ecografie obbligatorie in gravidanza, ma è una misura insufficiente. Non bastano 14 ecografie al mese per coprire la domanda territoriale necessaria per tutta la provincia di Imperia. Serve una soluzione strutturale, non un tappabuchi». Jan Casella parte da un dato nazionale: «In Italia mancano cinquecento pediatri - spiega - Una carenza di cui soffre anche la Liguria, soprattutto nel savonese. Quando sono nato 37 anni fa si poteva nascere ad Albenga e ora non più, nel 2020 è stato chiuso “temporaneamente” il punto nascite di Pietra Ligure. Tante madri sono state costrette a partorire nelle piazzole dell’autostrada o in ambulanza: questo perché tra Imperia e Savona non c’è la possibilità di nascere». Andrea Fiori, presidente di Cuore di Bimbo, mette l'accento «sull'aspetto territoriale della proposta: la guardia medica pediatrica esiste solo in Toscana, nelle altre Regioni no. Ma il pediatra c'è solo dal lunedì al venerdì, il sabato e la domenica si intasano i pronto soccorso. È un presidio che va istituito, così come è necessario aumentare i punti nascite». E aumentare i fondi per tutti gli ospedali pediatrici: «A novembre il ministero ha fatto passare a decreto una quota di fondo nazionale destinata esclusivamente al Bambin Gesù di Roma, che è privato aggiunge Fiori - Avevamo chiesto di includere Gaslini e altri ospedali, bisogna investire su tutta la sanità legata all’infanzia». Simona Traspedini di Fiagop e Gabriella Spezzano di Abeo sottolineano l’importanza di «garantire la sicurezza delle cure in fase di transizione ospedaliera, dall’età pediatrica a quella adulta. I pazienti pediatrici hanno necessità diverse dagli adulti, che non cambiano in un giorno».