La Cgil sta raccogliendo le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per fermare il declino del Servizio Sanitario Nazionale. "Da anni – scrive il sindacato – la gente della montagna lotta insieme ai propri sindaci per vedersi riconosciuto il diritto di essere curati nel rispetto dell’art 32 della nostra Costituzione. Chi vive in montagna ha accesso a cure meno tempestive, strutture meno dotate e personale meno stabile. Dopo anni era stata raggiunta un’intesa fra Regione Toscana e Sindaci dei Comuni della Montagna pistoiese, ma si registrano degli arretramenti: al Pacini sono diminuiti i posti letto, gli ambulatori di dermatologia e neurologia non sono più attivi mentre l’ambulatorio chirurgico è presente solo una volta a settimana e quello ortopedico due volte al mese. In questa zona montana, con una bassa densità di popolazione e la difficoltà di accesso ai servizi primari, grava anche un indice di vecchiaia molto più elevato. Bisogna programmare – scrive il sindacato – il potenziamento delle attività ambulatoriali, dell’emergenza, dell’assistenza domiciliare e delle cure palliative, attraverso modifiche degli organici infermieristici e medici, della dotazione strumentale fissa e mobile. Visto che la Montagna pistoiese è territorio che in alcuni mesi dell’anno (inverno ed estate) è vissuta da decine di migliaia di turisti, occorre garantire l’ortopedia e la traumatologia a pieno regime. Anche il servizio di elisoccorso deve essere garantito per tutto l’anno. Queste richieste – osserva ancora la Cgil – sono state avanzate da tempo. Rimane necessaria una riflessione sul numero dei “medici di famiglia” presenti sulla montagna".
Raccolta firme per salvare l’ospedale Pacini
La Cgil sta raccogliendo le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per fermare il declino del Servizio...







