Ci sono due tipi di persone al mondo: quelle che aspettano un Mondiale con la stessa emozione con cui un bambino aspetta il Natale, e quelle che negli ultimi quattro anni hanno vissuto in pace e stanno per perderla. Questo articolo è dedicato a entrambe. Perché sopravvivere ai Mondiali del 2026 non è solo una questione di calcio.
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È una prova di resistenza fisica, emotiva e tecnologica che inizia l'11 giugno e non finisce finché qualcuno non alza la coppa o finché non decidete di bloccare vostro cognato.
1. Fase a gironi: l'ottimismo è una droga
I primi giorni sono i migliori. Tutte le squadre sono ancora in vita, tutti i sogni intatti. La Spagna vincerà il Mondiale. Anche l'Argentina. E il Brasile. E la Francia. È l'unico momento del torneo in cui un 1-0 si festeggia come se fosse una goleada storica e in cui il commissario tecnico (CT) è considerato un genio indiscusso. Godetevelo. Dura più o meno 72 ore.













