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Il caso
di Leandro Perrotta , Laura Distefano
08 Giugno 2026, 17:12
L’estate è alle porte ma il più grande parco acquatico del Sud d’Italia, Etnaland, è ancora chiuso. Lo scorso febbraio fece scalpore il provvedimento di sequestro preventivo della struttura per via di varie gravi irregolarità sulla gestione ambientale. Tra queste, la scoperta di una vera e propria discarica in un terreno attiguo. Nelle more del procedimento, la Procura etnea ha quindi dato delle prescrizioni puntuali per correggere le irregolarità e riaprire. Un percorso, partito ad aprile, che non si è ancora concluso. E soprattutto: a “Etnaland”, tra dipendenti diretti e stagionali, lavorano circa 200 persone e, in questi mesi, a tenere accesi i riflettori sul loro destino è stato il sindacato Cisal il cui segretario provinciale, Giovanni Lo Schiavo, verrà audito domattina, alle 11,30, dalla V Commissione dell’Assemblea regionale siciliana proprio per discutere delle «prospettive occupazionali dei lavoratori impiegati».












