“Etnaland non aprirà nel 2026”. Il più grande parco acquatico e divertimenti della Sicilia ha annunciato, con un comunicato in piena estate, che i suoi cancelli rimarranno chiusi. Impossibile mettersi in regola in tempo per la stagione estiva per risolvere le gravi violazioni ambientali evidenziate dall’inchiesta della procura di Catania.

Un’indagine iniziata nel 2022 quando un elicottero della Guardia costiera scopre uno strano giro di rifiuti nei terreni vicino il grande parco acquatico di Belpasso, nel Catanese. Accertamenti e sopralluoghi hanno portato, lo scorso febbraio, al sequestro della struttura. I reati contestati sono di gestione di rifiuti speciali non autorizzata, combustione illecita di rifiuti, traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale. “Una condotta durata anni” spiegherà il procuratore dopo il blitz che ha portato alla scoperta, in un’area destinata alla semina, di più di mille metri cubi di rifiuti solidi. Rifiuti che, secondo quanto ricostruito, in parte venivano incendiati dopo la chiusura del parco: creando così uno strato sotterraneo di circa nove metri. Oltre a questo, sempre secondo le indagini, il parco non aveva alcuna autorizzazione allo scarico delle acque delle piscine (scaduta nel 2019).