«No al riarmo, da soli non si vincono le sfide», ammonisce Leone XIV: «La vera sicurezza nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale e da una politica capace di anteporre la vita dei popoli agli interessi che traggono profitto dalla guerra". Il Pontefice rilancia «la centralità della diplomazia e della cooperazione tra gli Stati». Ma soprattutto il primo Papa alle Cortes riavvicina lo Stato e la Chiesa spagnola. Otto minuti di standing ovation in Parlamento, poi l’incontro alla Conferenza episcopale con i vescovi e in nunziatura con le vittime dei preti pedofili, infine l’invocazione mariana in cattedrale e l’abbraccio dei fedeli allo stadio Bernabeu. Ai legislatori il Pontefice raccomanda la tutela della vita umana, la centralità della famiglia e la dignità dei migranti. Una «meta di civiltà» riconoscere e custodire ogni vita umana «dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza». Leone XIV si fa portavoce di chi non ha voce: fragili, anziani, malati, nascituri. Quando viene meno la certezza delle tutela legale della vita «i più vulnerabili sono le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona», avverte il Papa. Al centro della società c’è la famiglia «prima scuola di umanità, luogo in cui si apprende la convivenza civile e il rispetto reciproco».
La missione del papa a Madrid, così Leone XIV ha riavvicinato Stato e Chiesa spagnola
Il senso della mediazione papale in Spagna tra Cortes e Conferenza episcopale. Otto minuti di standing ovation in Parlamento. Il Pontefice rilancia «la central…











