Per la prima volta nella storia il Papa parla al Parlamento spagnolo. Leone XIV è in Spagna da tre giorni per il viaggio apostolico, oggi è il giorno più politico: l'incontro con il primo ministro Pedro Sánchez, l'atteso discorso alle Cortes di Madrid, poi nella sede della Conferenza episcopale spagnola e infine l'incontro con le vittime degli abusi della Chiesa cattolica. La visita del Papa arriva in un momento delicato della politica spagnola, con il governo sotto attacco, accusato di corruzione dalle opposizioni. In Parlamento non sono presenti Podemos e Bloque Nacionalista Galego, che si smarcano dall'accoglienza facendo appello alla aconfessionalità dello Stato spagnolo, in segno di protesta in quanto considerano Leone "complice" degli abusi nella Chiesa cattolica.

Nell'incontro privato, il primo ministro Sánchez regala a Leone un bonsai di ulivo spagnolo di 13 anni. "L'ulivo è un simbolo universale di pace, dialogo e comprensione, valori condivisi dalla Spagna e dal Vaticano" ha spiegato il governo in una nota, sottolineando che "rappresenta il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione, tra rispetto per le radici storiche e adozione di tecnologie all'avanguardia". Quando il Pontefice arriva nel Parlamento spagnolo - accompagnato dallo stesso Sánchez della presidente della Camera Francina Armengol, accolto da un lungo e caloroso applauso di 7 minuti - la pace è al centro del suo discorso. "Ogni guerra costituisce una dolorosa sconfitta della capacità di negoziare, le armi possono imporre un silenzio temporaneo, ma non potranno mai costruire una pace autentica e duratura. Per questo motivo, è preoccupante che, in diverse parti del mondo e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile di fronte alla fragilità dello scenario internazionale. La vera sicurezza, invece, nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale".