Nel settore birrario l'impegno ambientale e la solidità del business hanno smesso di procedere su binari separati. Ridurre i consumi di acqua ed energia, alleggerire gli imballaggi, valorizzare la filiera: sono scelte che rispondono a una responsabilità ambientale e, nello stesso movimento, incidono su costi, efficienza e posizionamento di mercato. È su questo intreccio che si misura Brewing Tomorrow, la nuova strategia ESG del Gruppo Carlsberg che aggiorna e sostituisce Together Towards ZERO and Beyond, presentata insieme al quindicesimo report di sostenibilità della filiale italiana.

Il contesto aiuta a leggere la mossa. In un anno di incertezza il mercato della birra in Italia ha tenuto, e Carlsberg Italia si conferma terzo produttore nazionale. I volumi del Birrificio di Induno Olona sono calati dell'1,9%, da 1,17 a 1,14 milioni di ettolitri, mentre il valore economico generato ha tenuto a 234 milioni di euro: un divario tra volume e valore che racconta, in piccolo, lo spostamento del settore verso fasce di prodotto più alte.

I quattro pilastri e i target

Brewing Tomorrow si articola su quattro direttrici: ridurre le emissioni, tutelare la natura, ispirare scelte consapevoli, valorizzare le persone. Rispetto al programma precedente, il Gruppo ha ricalibrato gli obiettivi su base scientifica e alzato l'asticella su due fronti: l'agricoltura rigenerativa, che entro il 2032 dovrà fornire il 50% delle materie prime, e il contenuto riciclato nei pack di bottiglie e lattine. L'obiettivo Net Zero lungo l'intera catena del valore resta fissato al 2040; entro il 2032 il 100% del packaging dovrà essere compostabile, riciclabile o riutilizzabile.