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Giulio Cesare in Egitto, un frame del trailer

Firenze, 8 giugno 2026 – Giunge al termine la programmazione lirica nell’ambito dell’88esimo festival del Maggio Musicale Fiorentino: nella Sala Grande del Teatro va in scena una delle più celebri opere di Georg Friedrich Handel, Giulio Cesare in Egitto, mai rappresentata a Firenze. Sono quattro recite complessive in cartellone: il 14 giugno alle ore 17; il 19 giugno alle ore 19; il 21 giugno alle ore 15:30 e il 25 giugno alle ore 19. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio il maestro Gianluca Capuano, la regia dello spettacolo è firmata da Davide Livermore. Il maestro del coro del Maggio è Lorenzo Fratini. Le scene dell’opera sono curate da Giò Forma, i costumi da Mariana Fracasso, le luci da Antonio Castro e i video da D-Wok. Protagonista come personaggio del titolo è Raffaele Pe; accanto a lui Mariangela Sicilia che veste i panni di Cleopatra, Fleur Barron è Cornelia, Nicolò Balducci interpreta Sesto Pompeo, Filippo Mineccia è Tolomeo e Valerio Morelli è Achilla. Completano il cast Davide Sodini nella parte di Curio e Janetka Hosco in quella di Nireno. Capolavoro del repertorio barocco, il Giulio Cesare in Egitto debuttò al King’s Theatre di Londra il 20 febbraio 1724. Al tempo Handel era il compositore più stimato in terra inglese nonché direttore della Royal Academy of Music che, dal 1719, promuoveva con successo l’opera italiana a Londra. Giulio Cesare, dramma musicale in tre atti su libretto di Nicola Francesco Haym, fu accolto da un grande trionfo seguito da tredici repliche con il teatro completamente esaurito. L’opera si basa sull'episodio storico della campagna in Egitto ingaggiata da Cesare per inseguire il nemico Pompeo dopo la battaglia di Farsalo. In Egitto Cesare incontrerà il re Tolomeo, scaltro e ingannevole, e la conturbante Cleopatra, che cercherà di sedurlo a proprio vantaggio salvo poi innamorarsi di lui veramente. Parlando del cuore musicale e narrativo dell’opera, il maestro Gianluca Capuano ha evidenziato di come gli affetti siano cruciali all’interno di quest’opera; affetti che trovano una precisa espressione nella musica. Nella visione di Davide Livermore, l'azione viene trasportata negli anni ‘30 del XIX secolo e si ispira dichiaratamente all'immaginario dei grandi romanzi d'avventura e mistero ambientati in Egitto. Il centro della vicenda è un lussuoso piroscafo che solca il Nilo – significativamente ribattezzato "Tolomeo" – sul quale si intrecciano giochi di potere, seduzioni, tradimenti e colpi di scena. La messinscena coniuga eleganza visiva e attenzione alla dimensione psicologica dei personaggi. Accanto alla tensione drammatica trovano spazio pennellate ‘ironiche’ e di vero divertimento teatrale: alcune delle arie più celebri diventano numeri da cabaret, inseriti con naturalezza all'interno della narrazione e capaci di mettere in luce le sfumature emotive dei protagonisti. Ne emerge uno spettacolo ricco di invenzioni sceniche, nel quale il fascino dell'opera barocca dialoga con il linguaggio del cinema e del teatro contemporaneo. Mercoledì 10 giugno alle ore 16.30, per il ciclo d’incontri Parlando d’opera, è in programma nel Foyer di Galleria “L’antico in scena: Giulio Cesare di Handel” a cura di Martino Ruggero Dondi. Si esibiranno il soprano Anna Vigori, il mezzosoprano Emma Alessi Innocenti e il contraltista Sebastiano Silvestri: con loro, al pianoforte, Martino Ruggero Dondi. In collaborazione con Il Foyer - Amici della Lirica di Firenze. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Gli spettacoli sono preceduti dalle guide all’ascolto. Sono tenute 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo nel Foyer della Sala Grande il 14 e 25 giugno da Maddalena Bonechi e il 19 e 21 giugno da Marco Cosci. Maurizio Costanzo