HomeFirenzeCronacaMaggio, Giulio Cesare in Egitto. Pe: "La vulnerabilità di un eroe"Il controtenore nel ruolo del condottiero romano: "Amo questa partitura: è stato un colpo di fulmine al liceo"controtenore Raffaele Pe durante le prove di ’Giulio Cesare in Egitto’Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPer la prima volta nella sua storia, il Maggio Fiorentino porta in scena, da domani al 25 giugno, ’Giulio Cesare in Egitto’, il capolavoro di Händel che nel 1724 conquistò Londra con un trionfo senza precedenti. A chiudere la programmazione lirica dell’88° Festival è una produzione firmata da Davide Livermore e diretta da Gianluca Capuano, con il controtenore Raffaele Pe nel ruolo del condottiero romano.
Giulio Cesare è uno dei suoi titoli prediletti. Tra l’uomo politico, l’eroe militare, l’innamorato quale di questi volti sente più suo?
"Amo questa partitura alla follia. Un colpo di fulmine ai tempi del liceo. Giravo in un negozio di dischi, per caso mi sono imbattuto in un video in cui il controtenore Andreas Scholl interpretava Cesare e me lo sono regalato per Natale. Cesare è personaggio dalle mille sfaccettature: irruente e grandioso all’inizio, desolato nel momento in cui il fato sembra negargli ogni speranza, non solo di diventare imperatore d’Egitto ma anche di esserlo a Roma. L’aria ’Aure, deh, per pietà’ è un meraviglioso affresco vocale in cui traspare il suo aspetto fallibile. E questo è il punto: riflettere e affidarsi alla parte più fragile di sé. In quest’aria Cesare si gioca la partita e invoca gli dei. Il primo leggendario interprete fu il castrato Senesino, che eccelleva nelle arie patetiche".









