Almeno 11 persone hanno perso la vita in mare nell’ennesimo naufragio nel Mediterraneo. “Le autorità italiane e maltesi hanno deciso troppo tardi che valeva la pena intervenire in soccorso dell’imbarcazione in pericolo, con a bordo circa 60 persone – accusa la Ong Sea Watch- È stato invece il peschereccio Tuncay Sagun-2 a trarre in salvo 48 sopravvissuti.

Il nostro aereo Seabird era sul posto e ha avvistato alcuni corpi a bordo della motovedetta italiana.

Dalle informazioni a nostra disposizione ci risulta che, ancora una volta, le autorità erano ben consapevoli della situazione, e che queste morti si potevano evitare. l’Italia e Malta hanno inviato i loro assetti di soccorso quando ormai era troppo tardi”.

Anche Mediterranea Saving Humans punta il dito contro il ritardo dei soccorsi. “Anche questa strage si poteva evitare – scrivono sui canali social -I corpi delle vittime e 53 sopravvissute, soccorse dalla guardiacostiera italiana, sono state sbarcate sull’isola.

Erano tutte in fuga dalla Libia”.