Il Mediterraneo è stato teatro di una nuova tragedia. Domenica un’imbarcazione partita dalle coste della Libia, con circa 60 migranti a bordo, si è ribaltata nelle acque a est di Malta. Le operazioni di soccorso hanno portato al recupero di 11 cadaveri e 53 sopravvissuti. A lanciare l’allarme è stato il peschereccio Tuncay Seagun-2, che aveva avvistato il barcone in grave difficoltà.
Durante questo tentativo di salvataggio la situazione si è fatta critica. Secondo quanto riferito dalle autorità locali, infatti, diverse persone sarebbero cadute in mare mentre cercavano di raggiungere l’imbarcazione che stava prestando assistenza. A quel punto, il Centro di coordinamento del soccorso maltese ha chiesto allo stesso peschereccio e alle imbarcazioni nelle vicinanze di intervenire.
ALL’OPERAZIONE ha partecipato anche la Guardia costiera italiana, dirottata nella zona a 45 miglia nautiche di Malta su richiesta delle autorità maltesi, competenti per quell’area Sar (Search and rescue). Proprio una motovedetta italiana ha recuperato i corpi senza vita. Tra i superstiti, invece, un elicottero delle forze armate maltesi ha dovuto effettuare un’evacuazione d’urgenza per un migrante che necessitava di immediate cure a terra.










