La rigenerazione urbana e il recupero strategico del tessuto edilizio esistente si confermano i pilastri fondamentali per lo sviluppo sostenibile delle metropoli contemporanee. Con l’obiettivo di tracciare le nuove linee guida metodologiche, tecnologiche e normative della trasformazione urbana, è stato annunciato il prossimo grande evento firmato B-CAD, l’innovativa manifestazione fieristica internazionale di edilizia, architettura e design in programma alla Nuvola di Fuksas di Roma dal 4 al 6 settembre. L'appuntamento si propone come l’arena di riferimento per l’incontro tra l’intera filiera delle costruzioni, i progettisti e le pubbliche amministrazioni, ponendo l’accento sulla necessità di non consumare ulteriore suolo e valorizzando invece il patrimonio già edificato attraverso criteri di efficientamento energetico, digitalizzazione e qualità architettonica. Modelli di rimappatura senza consumo di suolo Il primo rapporto del “Roma REgeneration Forum”, realizzato da Scenari Immobiliari, ha quantificato i ritorni economici per la Capitale da qui al 2050 sbloccando i progetti di rigenerazione urbana: l’intervento stimato su 11 chilometri quadrati di territorio permetterebbe il recupero e la valorizzazione di oltre 4 milioni di metri quadri di immobili esistenti. In questa transizione epocale, il ruolo dei progettisti varia e risulta centrale, richiedendo competenze sempre più trasversali e una profonda conoscenza delle dinamiche del tessuto storico e consolidato. L’Ordine degli Architetti di Roma (Oar) ribadisce l’importanza della centralità del progetto come garanzia di qualità pubblica e privata. Passando dalla teoria alla pratica, i modelli di rimappatura urbana senza consumo di suolo trovano riscontro in precise esperienze europee e nazionali che delineano la ritmica della riqualificazione. Un esempio emblematico è il recupero degli scali ferroviari e dei vuoti urbani, grandi aree dismesse che un tempo dividevano i quartieri e che oggi vengono ricucite, come dimostrano i progetti sui nodi di Milano o la riattivazione di aree industriali dismesse a Torino, dove i vecchi binari lasciano il posto a parchi lineari, piste ciclabili e hub culturali.