Roma, 11 giugno 2026 – La trasformazione delle città passa sempre più dagli edifici in cui viviamo ogni giorno. E oggi, in Europa, è proprio il patrimonio immobiliare esistente a trovarsi al centro di un cambiamento profondo In un contesto sempre più orientato alla rigenerazione urbana, il mercato delle ristrutturazioni si consolida come uno dei principali motori di sviluppo per città più moderne, sostenibili e inclusive, con una crescita prevista di oltre il 40% entro il 2034 (secondo il report Europe Remodeling Market di Market Data Forecast). Ma riqualificare non significa più solo migliorare l’efficienza energetica: significa ripensare gli spazi per eliminare le barriere architettoniche e rendere la mobilità interna agli edifici più semplice e inclusiva, rispondendo alle diverse esigenze di spostamento, dalle persone con disabilità agli anziani, fino alle famiglie con bambini piccoli.
Il 70% degli immobili italiani è antecedente al 1980
A livello europeo, il settore supererà i 3,2 miliardi di dollari nel 2026, con una crescita costante nei prossimi anni. L’urgenza di questi interventi è particolarmente evidente in Italia: secondo l’Istat, oltre il 70% degli edifici residenziali è stato costruito prima del 1980, e più del 40% addirittura prima del 1961. Un dato che si traduce in una sfida concreta di accessibilità, in un Paese in cui oltre 3,5 milioni di persone convivono con una disabilità, di cui circa 2,5 milioni anziane. Quando si parla di edifici “datati”, le situazioni possono essere molto diverse tra loro: ci sono immobili ancora privi di ascensore, ma anche impianti esistenti che non rispondono più agli standard attuali di comfort, accessibilità e sicurezza e che, in alcuni casi, richiedono una sostituzione completa. In altri contesti, invece, è possibile intervenire in modo più mirato, attraverso aggiornamenti progressivi che consentono di adattare gli impianti alle nuove esigenze. In questo senso, la riqualificazione si configura sempre più come un percorso flessibile, che combina interventi di diversa portata – dall’installazione di nuovi impianti alla sostituzione, fino a interventi puntuali – permettendo di migliorare gradualmente le prestazioni, prolungare la vita utile degli ascensori e gestire in modo più efficiente gli investimenti. È proprio nella capacità di leggere questa complessità e di individuare il giusto livello di intervento che si gioca oggi l’efficacia dei processi di rigenerazione, come evidenziano gli operatori del settore, tra cui Kone.










