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Rischi della GenAI, solo il 9% delle aziende italiane ha una strategia

I Ciso italiani sono consapevoli dei pericoli, ma bloccati su governance, budget e competenze. Una ricerca di Deloitte e Cloud Security Alliance.

Il problema dell’intelligenza artificiale usata nei cyber attacchi è noto, ma comunque i numeri fanno impressione. In Italia il fenomeno degli attacchi potenziati dall’AI mostra una crescita del 90% anno su anno, mentre è di appena il 9% la quota di aziende che ha definito una strategia di cybersecurity adeguata a contrastare il fenomeno. Inoltre l’AI ha ampliato la superficie del rischio, essendo anche potenziale target di attacchi e un veicolo di fughe di dati, e i chief information security officer sono consapevoli del problema ma solo il 9% ha visione completa delle iniziative GenAI in corso all’interno della propria azienda. Solamente il 14% delle imprese italiane ha già definito un budget dedicato alla sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale generativa, peraltro con uno scarso peso specifico rispetto alla spesa complessiva in cybersecurity (in media, tra il 2% e il 3%).

Sono alcuni dei dati emersi da una nuova ricerca di Deloitte e Cloud Security Alliance, “Lo stato della GenAI Security in Italia”, basata su interviste realizzate nel 2025 su un centinaio di aziende che operano prevalentemente nel mercato italiano, in tutti i principali settori dell’economia. E si tratta di dati particolarmente preoccupanti anche perché non si parla solo o prevalentemente di piccole e medie imprese: il campione è composto per il 42% da realtà da oltre mille dipendenti e quindi, si presume, realtà ben strutturate dal punto di vista di strategie, budget e programmi di formazione.