Il racconto di Alessandro Ingrosso a Open: «Ho sempre lottato per chiedere alle aziende di rispettare la dignità delle persone. Oggi mi ritrovo a chiederlo al sindacato»

Uno stato di agitazione proclamato non contro un’azienda, ma dentro il sindacato. È quanto succede da qualche giorno alla Fisascat Cisl Milano Metropoli, la federazione che tutela i lavoratori del terziario, del turismo e dei servizi. A denunciare la situazione è Alessandro Ingrosso, estromesso dopo quasi 30 anni di attività dopo che la sua aspettativa sindacale è stata revocata. «Per trent’anni ho chiesto alle aziende di rispettare la dignità delle persone, la libertà di opinione e il diritto al confronto. Oggi mi trovo a chiedere che gli stessi principi vengano rispettati all’interno del sindacato», denuncia Ingrosso in un comunicato stampa diffuso dopo la sua estromissione.

I primi malumori e il commissariamento

In realtà, spiega l’ormai ex operatore Cisl al telefono con Open, la sua estromissione dal sindacato non è una faccenda strettamente personale. Anzi, sarebbe il risultato di un «progressivo restringimento degli spazi di confronto e di dissenso all’interno dell’organizzazione». I primi malumori sarebbero cominciati qualche mese fa, in occasione di un Consiglio generale regionale. In quell’occasione, un intervento di Ingrosso – alla presenza della segretaria generale Cisl, Daniela Fumarola – avrebbe infastidito Vicenzo Dell’Orefice, segretario generazionale nazionale della Fisascat, che avrebbe affermato: «Io questi li commissario». Pochi mesi più tardi, la Fisascat Cisl di Milano è stata effettivamente commissariata.