Prima l’assenza al summit Ue-Balcani in Montenegro, poi quello al vertice di Londra con i leader di Regno Unito, Francia e Germania e Volodymyr Zelensky. Il primo saltato per un “ritardo”, il secondo perché la presenza italiana non è inclusa nel formato E3 scelto da Keir Starmer per l’incontro a Downing Street e composto appunto da Londra, Parigi e Germania. Motivazioni a parte, il dato che è saltato all’occhio in questi ultimi giorni è stata la mancata partecipazione di Giorgia Meloni ai tavoli internazionali.Ma se la premier rimanda al mittente le accuse di isolamento, le opposizioni continuano a incalzarla proprio su questo punto. “La bandiera italiana spicca in tutta… la sua assenza. Giorgia Meloni ha condannato la Nazione all’irrilevanza - ha scritto sui social Matteo Renzi -. Quando millantava di essere il ponte fra Europa e Trump, eravamo gli unici a dirlo: altro che ponte, qui stiamo andando a sbattere. E questa foto ne è la certificazione".Anche Riccardo Magi ha criticato l’assenza di Meloni dai tavoli che contano: “A sentirla parlare, sembrerebbe che l'Italia, sotto la sua guida, abbia assunto un ruolo centrale in Europa. Peccato che i fatti smentiscano ogni giorno la propaganda di Giorgia Meloni. La sua assenza dai principali vertici europei, come anche quello di Londra con Zelensky, dimostra che preferisce non contrariare Trump e che, sul piano interno, teme l'avanzata di Vannacci, sempre più punto di riferimento per l'elettorato filo-putiniano. La verità è che le scelte di Meloni indeboliscono l'Europa e danneggiano gli interessi delle famiglie e delle imprese italiane”.All’orizzonte, per Meloni, ci sono in calendario diversi appuntamenti internazionali. A partire dal G7 che si terrà la prossima settimana in Francia, a Évian. Lì la premier incontrerà Donald Trump, dopo mesi di scontri e di attacchi. E proprio mentre la guerra in Medio Oriente sembra riaccendersi senza che lo stesso tycoon riesca a impedire un’escalation tra Iran e Israele. Poi ci sarà il Consiglio europeo e - ma ora sembra meno probabile - un vertice dei Volenterosi sull’Ucraina allargato a Italia e Polonia.Proprio il cosiddetto formato E5 è quello preferito dal governo italiano, come ribadito oggi (8 giugno) da Antonio Tajani: “Io prefereisco un formato E5 perché vogliamo l'Italia e la Polonia, ma c'è un formato E3 che è sempre sempre esistito e si è riunito in quel formato - ha detto il ministro degli Esteri -. Noi continuiamo a sostenere l'Ucraina, continuiamo a fare la nostra parte e saremo parte importante anche per quanto riguarda la costruzione della pace che non è facile, però ci saremo sia a livello europeo, sia come Paese”.Sullo stesso tema interviene oggi anche il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, secondo cui "anche la Polonia e l'Italia sono strettamente coinvolte nel processo. C'è uno scambio continuo con i partner europei. L'E3 è un format sperimentato, anche nelle scorse settimane e mesi si è visto che in un piccolo gruppo si possano preparare dei passi avanti. Questo però non significa che altri partner europei non siano coinvolti”, ha sottolineato.