Milano, 8 giu. (askanews) – Il Consorzio Garda Doc mette i vini a ridotto contenuto alcolico e i mercati internazionali al centro della propria strategia di crescita. È il quadro emerso a Lazise (Verona), dove il Consorzio ha riunito analisti, giornalisti e operatori del settore nel convegno “Garda Doc: strategie di crescita e percezione nei mercati internazionali. Low alcol, versatilità e nuovi trend di consumo”, ospitato alla Dogana Veneta.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Consorzio, Paolo Fiorini, che ha ricostruito l’evoluzione della Denominazione e i risultati degli ultimi anni. Nel 2025 Garda Doc ha superato i 23 milioni di bottiglie imbottigliate, segnando il miglior risultato della propria storia e consolidando un percorso di crescita avviato nel 2016. Tra le novità più recenti del Disciplinare figura la possibilità di produrre il Garda Garganega con una gradazione minima del 9% vol., scelta che il Consorzio indica come un passaggio in linea con le nuove esigenze di consumo.

“Affrontare oggi il tema dei vini a basso contenuto alcolico significa leggere con attenzione l’evoluzione della domanda internazionale, comprendere i nuovi stili di consumo e anticipare i cambiamenti che stanno interessando il settore vitivinicolo a livello globale” ha dichiarato Fiorini, spiegando che “sempre più consumatori ricercano vini versatili, contemporanei e coerenti con un approccio al bere più consapevole, senza rinunciare alla qualità, all’autenticità e al legame con il territorio. In questo scenario il ruolo di una denominazione è quello di interpretare il cambiamento con responsabilità e visione strategica, trasformando le nuove tendenze in opportunità di crescita per le imprese”.