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Sergio Donato

Il chatbot dovrebbe riunire conversazione, programmazione e agenti operativi. Le imprese generano già circa il 40% dei ricavi della società

OpenAI si sta preparando il più grande cambiamento di ChatGPT dal lancio del 2022. Secondo il Financial Times, la società vuole trasformare il chatbot in una sorta di superapp, capace di mettere insieme conversazione, strumenti di programmazione e agenti in grado di svolgere compiti per conto dell’utente. Sebbene anch’essa in forma di indiscrezione, è una conferma di quanto già rivelato dal Wall Street Journal a marzo.

OpenAI vuole che ChatGPT diventi il punto di accesso a servizi più redditizi rispetto alla semplice chat gratuita. Non è un caso che il Financial Times scriva che OpenAI sta spostando risorse verso Codex, l’app e la CLI per il coding (e non solo), e quindi verso funzioni pensate per le aziende. Oggi circa 2 milioni di imprese usano i prodotti OpenAI e, secondo persone vicine alla società, rappresentano circa il 40% dei ricavi. L’obiettivo sarebbe arrivare al 50% entro fine anno.