Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciNel cuore di Stoccolma, al Museo Fotografico Fotografiska, prende forma “Technovation”, l’evento organizzato da Philip Morris International. Una scelta tutt’altro che casuale: la Svezia è oggi il Paese con il più basso tasso di fumatori dell’Unione Europea. Un primato costruito nel tempo grazie a politiche che hanno incentivato il passaggio verso alternative senza combustione. In quindici anni, la quota di fumatori è passata dal 15% al 5% della popolazione, contro una media europea del 23%.
In questo contesto abbiamo avuto modo di confrontarci con il professore emerito Karl Fagerström, tra i massimi esperti di dipendenza da nicotina e riduzione del danno.
"Mi fa piacere constatare che la Svezia abbia di gran lunga il più basso tasso di fumatori dell’intera Unione Europea. Quando si osserva il consumo di nicotina tra gli svedesi, il dato è simile alla media europea: non consumiamo meno nicotina, ma la assumiamo in forme meno dannose. Le ricerche epidemiologiche hanno mostrato che gli uomini svedesi hanno tassi molto più bassi di tumore ai polmoni rispetto ad altri Paesi. Oggi molti risultati, in particolare del Karolinska Institute, indicano che lo snus - il tabacco in polvere molto in gola in Svezia - non causa cancro né sintomi respiratori come bronchite cronica e BPCO e non sembra aumentare il rischio di eventi cardiaci come ictus o infarto. È evidente che bruciare qualcosa e inalare il fumo è diverso rispetto all’uso di cerotti, gomme o bustine di nicotina. Purtroppo però c’è una mancanza di informazione e molte autorità continuano a considerare tutto il tabacco ugualmente dannoso".









