L'Antitrust sanziona Philip Morris con 7 milioni di euro, stabilendo che i suoi claim possono indurre a credere erroneamente che IQOS e prodotti simili siano innocui o meno dannosi delle sigarette tradizionali

Il “futuro senza fumo” raccontato nelle campagne di Philip Morris finisce nel mirino dell’Antitrust. L’Autorità ha inflitto una sanzione da 7 milioni di euro, ritenendo che alcuni messaggi pubblicitari possano aver trasmesso ai consumatori un’idea non corretta della sicurezza dei prodotti a tabacco riscaldato.

Dietro le promesse del tipo “senza fumo“, “prodotti senza fumo” e “costruire un futuro senza fumo” nella promozione dei propri dispositivi a tabacco riscaldato, tra cui IQOS, ci sarebbe, infatti, l’intenzione – secondo l’Autorità – di indurre le persone a ritenere che quei prodotti siano privi di rischi per la salute o comunque meno dannosi rispetto alle sigarette tradizionali. Un’affermazione che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non risulta dimostrata.

Nella decisione, l’Antitrust sottolinea infatti che le evidenze raccolte nel corso dell’istruttoria non consentono di affermare la non nocività o una minore nocività dei prodotti senza combustione, anche a causa della presenza di nicotina, sostanza che mantiene un forte potenziale di dipendenza.