L'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria di Intesa Sanpaolo su Mps porterà alla nascita un nuovo gruppo che sarà il secondo nell'Eurozona per capitalizzazione.
La banca guidata da Carlo Messina, in una nota che illustra l'operazione, stima che il nuovo gruppo avrà un utile netto al 2029 pari a oltre 16 miliardi di euro rispetto agli oltre 11,5 miliardi attesi nel piano di Impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo. Per gli azionisti si stima una distribuzione di circa 61 miliardi per il 2025-2029 rispetto ai circa 50 miliardi previsti nel Piano di Impresa 2026-2029, con una distribuzione cash straordinaria per il 2026-2027 di 2,7 miliardi di euro. Il gruppo risultante dall'operazione beneficerà della capacità di generazione di ricavi di scala europea basata su un modello di business resiliente focalizzato su wealth management, protection & advisory, con una leadership nel wealth management rafforzata dal focus sulla clientela high net worth e da attività finanziarie della clientela pari a circa 2.000 miliardi di euro previsti entro il 2029. Il gruppo si collocherà al primo posto in Italia nel credito al consumo.
I benefici dell'operazione arriveranno anche dal rafforzamento del radicamento italiano che valorizza il risparmio del Paese, con circa 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela (con oltre 250 miliardi del perimetro non ceduto di Mps), oltre 27 milioni di clienti (di cui circa 20 milioni in Italia, con circa 6 milioni del perimetro non ceduto di Mps) e una rete di consulenza di circa 21.000 persone dedicate. La redditività del gruppo, dopo la cessione di asset concordata con Unipol, potrà beneficiare anche di sinergie annue ante imposte attese pari a circa 2,9 miliardi di euro a regime al 2029. Delle sinergie circa 1,5 miliardi riguardano costi e, tenendo conto delle dissinergie, circa 1,4 miliardi da ricavi. Sono previsti oneri di integrazione pari a circa 2,1 miliardi di euro ante imposte (circa 1,4 miliardi dopo le imposte). Le sinergie di costo sono previste derivare per circa 0,6 miliardi dalle spese per il personale, a seguito di uscite aggiuntive, esclusivamente volontarie, di circa 6.800 persone (di cui circa 5.000 dal perimetro Intesa Sanpaolo) e di assunzioni aggiuntive di circa 6.800 giovani, nel rapporto di un'assunzione ogni uscita volontaria.












