In Italia le foreste hanno superato i 100.000 chilometri quadrati di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale e superando, dal 2020, la stessa superficie agricola utilizzata: fatto che non accadeva dal Medioevo. Si tratta di un cambiamento profondo, avvenuto nell’arco degli ultimi decenni soprattutto a seguito dell’abbandono di terreni agricoli e pascoli marginali e di colture tradizionali non più redditizie, che ha trasformato il paesaggio italiano e il ruolo che il bosco svolge nei territori. Si tratta però anche, va detto, di foreste che devono essere pianificate, gestite, certificate Pefc, in un processo in cui le comunità locali fanno la differenza. Tutto ciò emerge dal rapporto “Foreste in Comune”, la prima “Indagine socio economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani” promossa da Pefc Italia con il supporto e la collaborazione di Uncem, Legambiente e Consorzio Caire che, per la prima volta, analizza e condivide dati inediti come l’Indice di Boscosità, ovvero il rapporto tra superficie forestale e superficie totale del comune, e la superficie forestale totale di ciascun territorio comunale, integrandoli con altri elementi strategici per le politiche della montagna: dall’andamento demografico degli ultimi vent’anni al consumo di suolo, fino ai fenomeni di spopolamento o ripopolamento.
L’Italia è una nazione forestale: superati i 100 mila Km quadrati di estensione
In Italia le foreste hanno superato i 100.000 chilometri quadrati di estensione, occupando oltre un terzo del territorio nazionale e superando, dal 2020, la stessa superficie agricola utilizzata: fatto che non accadeva dal Medioevo. Si tratta di u








