Se per i vertici di Amat il crescente numero di autisti dichiarati inidonei rappresenta un problema che incide sulla regolarità del servizio, i sindacati invitano a guardare la questione da una prospettiva più ampia. Dietro i numeri, sostengono, ci sono condizioni di lavoro difficili, carenze di organico e una programmazione che non sempre tiene conto delle risorse realmente disponibili.
A richiamare l'attenzione sul contesto in cui operano i conducenti è Alfredo Montalto, segretario regionale della Uil Trasporti.
«Parliamo di figure che ogni giorno fanno i conti con insulti, sputi, momenti di tensione e di paura, oltre a retribuzioni che non rendono particolarmente attrattiva la professione». Montalto respinge anche l'idea che dietro il fenomeno delle inidoneità possano esserci scorciatoie. «Chi ottiene un'inidoneità viene sottoposto a controlli medici specifici. Non è una condizione che si autocertifica».Per il sindacalista, il nodo principale resta comunque quello dell'organico: «Per garantire pienamente il servizio in una città come Palermo servirebbero almeno 700 operatori di esercizio. Oggi gli autisti disponibili sono poco più di cinquecento».L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.









