C’è una domanda che torna con insistenza nei corridoi delle grandi aziende e nelle sale riunioni dove si decidono le sorti di mercati interi: nell’epoca dell’intelligenza artificiale (IA), in cui gli algoritmi elaborano dati più velocemente di qualsiasi mente umana, la leadership conta ancora? La risposta, unanime tra chi quelle organizzazioni le guida davvero, è sì. Anzi, conta di più.

IDEE PER LA CRESCITA: IL DOSSIER CON TUTTI I DIALOGHI

È questo il filo conduttore della prima puntata della nuova edizione di “Idee per la crescita”, iniziativa promossa da Affari&Finanza con Sda Bocconi, che parte oggi con un episodio dedicato alla Leadership. In questa prima puntata si incontrano tre voci diverse ma convergenti: Mario Corti, senior partner di Kpmg Italia, Alessandro Benetton, presidente di Edizione e Mundys, e Massimo Magni, professore associato di Organizzazione aziendale dell’Università Bocconi. Tre prospettive che si intrecciano per restituire un ritratto del leader contemporaneo più sfumato ed esigente di qualsiasi modello del passato.

Un appiglio nel caos geopolitico

«In un momento di cambiamento tecnologico pervasivo e di grande disordine geopolitico, la leadership conta molto più di prima», sottolinea Corti. Viviamo in un’epoca che definisce di «erosione della fiducia verso le istituzioni tradizionali» e in questo vuoto sono i leader aziendali a dover fare da punto di riferimento. Depositari di cultura e valori: elementi intangibili ma potentissimi, il vero collante delle organizzazioni.