San Siro non si governa con frasi da trailer, servono idee, gerarchie e un telefono che squilli prima del disastro

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Zlatan Ibrahimovic. Da giocatore spostava le montagne, da dirigente per ora sposta scrivanie e macerie. Il Milan ha fatto tabula rasa: via allenatore, ad, ds e dt, resta lui, il totem diventato parafulmine. San Siro però non si governa con frasi da trailer, servono idee, gerarchie e un telefono che squilli prima del disastro: il maestro Franco Ordine lo ha detto chiaro. Ibra resta al centro del villaggio rossonero, ma senza bussola si rischia il reality. Ed è già negli USA per fare il telecronista ai Mondiali.La Reyer Venezia. La Virtus era campione d'Italia, aveva pedigree, peso e quell'aria da ministero del basket. Venezia ha morso la serie come il Leone di San Marco e vola in finale contro Milano con la faccia di chi entra a una cena elegante in scarpe da ginnastica e poi paga il conto a tutti. Sotto di dodici all'inizio del quarto periodo, gli orogranata hanno deciso che la logica era sopravvalutata. Applausi a Spahija.

Dusan Vlahovic. La Juventus lo aveva preso come centravanti del futuro, lui se ne va come un inquilino a fine contratto, si saluta, gira le chiavi e lascia il conto sul tavolo.