DAL TECNICO MANUTENTORE che percorre ogni giorno decine di chilometri per raggiungere le abitazioni dei clienti al piccolo artigiano con un solo furgone, fino ai taxi, agli Ncc e alle imprese del trasporto merci. L’aumento dei costi dell’energia e dei carburanti torna a colpire duro soprattutto le micro e piccole imprese, ossatura del sistema produttivo toscano. A lanciare l’allarme è Cna Toscana sulla base di uno studio del Centro studi nazionale che quantifica l’impatto dell’ultimo shock energetico provocato dalle tensioni internazionali e dai conflitti in corso.
Le simulazioni parlano di aumenti fino a mille euro l’anno per un artigiano che utilizza un mezzo da lavoro, oltre 1.600 euro per ogni veicolo Ncc e circa 2mila euro per i taxi. Per una piccola impresa del trasporto merci il conto può superare i 10mila euro annui. A pesare sono contemporaneamente il rincaro dei carburanti e quello dell’energia elettrica, che colpisce attività come panifici, lavanderie, gelaterie, officine e laboratori artigiani. "In Toscana la situazione è particolarmente preoccupante perché arriviamo da anni di crescita molto debole", spiega Antonio Chiappini, direttore di Cna Toscana. "Dopo il rimbalzo post Covid cresciamo stabilmente sotto l’1% e questo nuovo shock energetico intercetta un sistema economico già fragile".






