NEL CUORE delle Marche c’è il distretto del cappello più importante d’Italia, un’eccellenza capace di conquistare i mercati internazionale. Compreso tra le province di Fermo e Macerata, nel distretto del cappello del fermano rientrano Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone e si aggiungono quelli del versante Maceratese del Distretto Mogliano, Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano. Questo ecosistema genera, da solo, il 70% del valore nazionale del settore. I numeri parlano chiaro: ottanta aziende, un indotto che garantisce l’occupazione a 1.300 addetti e un fatturato complessivo da 95 milioni di euro. Proprio in queste colline si è sviluppato il Cappellificio Angelo Cecchi.
L’avventura inizia nel 1980. Angelo Cecchi ha appena vent’anni e, di fronte a un futuro lavorativo incerto, compie la scelta che gli cambierà la vita: diventare imprenditore e fondare un’azienda, il Cappellificio Cecchi. Senza una strada già tracciata o una rete su cui contare, si affida alla determinazione: "Ho cominciato così, piano piano", racconta Angelo. "Se mi guardo indietro posso dire poco altro: un giorno ho semplicemente deciso di partire". I primi passi sono fatti di tentativi e intuizioni: cappelli di paglia realizzati con poche collaboratrici e la ricerca ostinata dei primi clienti: "Ho seguito quello che mi veniva suggerito e ho iniziato a fare i primi prodotti". Nel 1983, l’ingresso in azienda della moglie Gina segna una svolta decisiva per lo sviluppo di questa impresa – associata a Compagnia delle Opere Marche Sud – che cresce negli anni mantenendo intatta la sua anima artigianale e il legame con il territorio.










