Firenze, 8 giugno 2026 – Un puzzle di otto macrocantieri che, quando sarà terminato, mostrerà l’immagine della linea 3.2.2, quella che allaccerà Campo di Marte e Rovezzano con 15 fermate, 14 tram dedicati per 6 chilometri di binari. E la scelta più delicata: decidere come incastrare le otto tessere e da quale partire per non stressare i fragili nervi della viabilità fiorentina. È lo scenario che, in questa settimana, vedrà l’assessore alle Infrastrutture, Andrea Giorgio, confrontarsi con le ditte che, entro metà luglio, avrebbero dovuto muovere i primi passi nella costruzione della tramvia per Campo di Marte. Le ditte hanno messo nero su bianco delle ipotesi di cronoprogramma.

I punti critici

Le tessere dei cantieri da montare: 1) viale Don Minzoni e prima parte del viale dei Mille; 2) viale dei Mille; 3) prima parte del viale Fanti e viale Malta; 4) viale Mamiani-Duse-Verga; 5) via del Gignoro; 6) via Vitelli-via della Chimera; 7) parcheggio scambiatore via della Chimera; 8) ampliamento del deposito dei mezzi a Bagno a Ripoli. Adesso toccherà a Palazzo Vecchio decidere, con loro, quando e come iniziare i lavori. E da quali partire.

L’ipotesi slittamento

Sul tavolo l’ipotesi di uno slittamento di qualche settimana con il via ai primi lavori posticipato da luglio ad agosto o, al massimo, settembre. Il motivo: evitare di sovrapporsi con il rush finale del tramvia per Bagno a Ripoli e, soprattutto, con l’abbattimento e il varo del nuovo impalcato di Ponte al Pino che sarà riaperto il 14 settembre. Le prime mosse, prima del tavolo di confronto, prevedono lo spostamento dei sottoservizi in viale Don Minzoni. Qui è previsto lo snodo più delicato (e affascinante a livello ingegneristico): il tunnel sotterraneo che consentirà a Sirio di sbucare alle Cure.