Firenze, 24 maggio 2026 – È la notte del Ponte al Pino con un’alba, quella di domani, che resta un gigantesco punto interrogativo per la città. La viabilità fiorentina – che già marcia su un crinale insidiosissimo acciaccata com’è dai cantieri della tramvia che corrono lungo la spina dorsale dei viali – sarà in grado di reggere l’urto della chiusura di uno dei collegamenti più trafficati tra la zona nord della città e il centro? I timori ci sono e Palazzo Vecchio non li nasconde specialmente nella prima fase della chiusura (che durerà tutta l’estate) avviata con le scuole ancora chiuse e le attività lavorative a regime. Una quindicina-venti giorni che si annunciano tosti, così come lo saranno al ritorno dalle ferie dei fiorentini dato che i lavori finiranno soltanto il 14 settembre.

"L’impatto sulla città sarà importante" ammette la sindaca Sara Funaro che ieri mattina, assieme all’assessore alla mobilità Andrea Giorgio ha illustrato, sul posto, l’intervento. "Per questo – aggiunge – ci siamo attivati sia sul fronte del monitoraggio, attraverso la Smart city control room, sia per garantire informazioni ai cittadini, indicando tutte le soluzioni alternative disponibili in tema di viabilità".