Il nodo dei dottori ospedalieri e degli infermieri. Congia (Microcitemico): offrire contratti a ore agli specialisti in pensione08 giugno 2026 alle 00:51Congelata la riforma Schillaci, medici e sindacati dicono “no”

«La sfida più grande riguarda il personale. Stiamo lavorando con Ares, con le aziende sanitarie e con le organizzazioni sindacali per rendere la Sardegna più attrattiva, soprattutto nelle sedi che soffrono maggiormente la carenza di medici e operatori sanitari. L’obiettivo è riempire le strutture di professionalità e risposte concrete per i cittadini».

Così la presidente e assessora alla Sanità Alessandra Todde, all’annuncio che il traguardo degli obiettivi previsti dal Pnrr è stato raggiunto. Cinquantanove case e 17 ospedali di comunità sono “certificati”, un risultato che consente alla Sardegna di utilizzare l’intero finanziamento – 100 milioni di euro di risorse del Pnrr e 10 milioni di fondi regionali – ma questo percorso in realtà è ancora in gran parte da scrivere. «Sarà completato entro il 2027», dunque, servirà un altro anno e mezzo.

Le difficoltà

Alcuni presìdi stanno già operando, altri hanno parecchie difficoltà – la Uil Fp, ad esempio, denuncia «il caos» in alcune strutture della Asl di Sassari, per mancanza di personale, turni anche di 12 ore, e spostamento di operatori da un luogo a un altro – in altri sono stati solo tagliati i nastri, in altri ancora esistono soltanto gli edifici e chissà quando potranno realmente operare, certo è che il rischio “scatole vuote” è diffuso a livello nazionale, e si intreccia a doppia mandata con la riforma Schillaci al momento congelata per l’enorme contrarietà espressa da tutti sulle modalità di impiego dei medici di medicina generale e sulla mancanza di un confronto, e perché anche nella maggioranza di governo ci sono posizioni differenti.