Dalla Costa Azzurra all'Azerbaigian, sempre meglio che rimanere bloccati nei confini russi. La cerchia ristretta di ricchi vicini a Vladimir Putin continua a condurre una vita lussuosa nonostante le sanzioni imposte dall'Occidente dopo l'invasione dell'Ucraina, secondo quanto rivela un'inchiesta del Wall Street Journal.

Grazie ad una rete di società intermediarie, registrazioni offshore e triangolazioni in Paesi che non hanno imposto misure contro Mosca in questi quattro anni di guerra gli oligarchi amici dello zar hanno usato jet privati prodotti in Occidente e sono volati verso destinazioni meno battute come la Turchia e l'Azerbaigian ma anche mete popolari come gli Emirati. Tra loro c'è Sergey Chemezov, amministratore delegato del colosso russo della difesa Rostec, che ha utilizzato un jet Bombardier da 75 milioni di dollari per almeno sei viaggi a Dubai, in Turchia e nel sud-est asiatico tra l'anno scorso e quest'anno. Lui, come tanti altri miliardari russi, si è avvalso di una rete di società intermediarie per acquistare i jet da produttori occidentali - o di seconda mano - e immatricolarli in nuove giurisdizioni. Oltre a Chemezov, Arkady Rotenberg, storico collaboratore di Putin, e Igor Kesaev, un oligarca attivo nel settore della produzione di armamenti. L'aereo utilizzato da Chemezov, ad esempio, è stato immatricolato alle Bermuda e gestito da Avcon, una società con sede a Vienna, per poi essere reimmatricolato in Russia da una compagnai chiamata Tarp Aviation. Diversi jet attualmente gestiti da Tarp erano in precedenza operati da Avcon, come indicato dai documenti di cui il Wall Street ha preso visione. Le aziende con sede in Nord America ed Europa sono tenute a garantire che nessun aereo o componente aereo venga esportato in Russia. In alcuni casi, il trasferimento di jet privati viola sia le sanzioni generali sulle esportazioni verso Mosca, sia quelle specifiche rivolte agli individui che ne acquisiscono la proprietà effettiva. Durante il secondo mandato di Donald Trump, tuttavia, secondo gli esperti i russi sono riusciti ad aumentare le importazioni di beni occidentali poiché la sua amministrazione non ha dato priorità all'applicazione delle sanzioni concentrandosi invece sulla guerra all'Iran e contro il narcotraffico nei Caraibi.