Nonostante le sanzioni imposte dopo l’invasione dell'Ucraina, alcuni tra i più stretti alleati di Vladimir Putin continuano a utilizzare jet privati di lusso prodotti in Occidente, grazie a una rete di società intermediarie, registrazioni offshore e triangolazioni in Paesi che non aderiscono al regime sanzionatorio. E' quanto emerge da un'inchiesta del Wall Street Journal, secondo cui una parte dell'élite russa vicina al Cremlino continua a viaggiare spesso all'estero con aerei Bombardier e Gulfstream, che operano regolarmente verso destinazioni come Emirati Arabi Uniti, Turchia e Azerbaigian, nonostante le restrizioni introdotte dal 2022. Tra i nomi citati nell'inchiesta figura quello di Sergey Chemezov, amministratore delegato del colosso della difesa Rostec e storico alleato di Putin fin dagli anni del Kgb. Chemezov avrebbe utilizzato un Bombardier Global 7500 da 75 milioni di dollari per diversi viaggi verso Dubai e altre destinazioni tra ottobre 2025 e gennaio 2026. Il manager, che in passato frequentava regolarmente l'Europa e disponeva di asset immobiliari anche in Spagna, dopo la guerra ha spostato parte delle proprie attività negli Emirati, dove possiede una villa a Palm Jumeirah. Tra gli altri beneficiari di jet occidentali ci sono Arkady Rotenberg, imprenditore e amico storico di Putin fin dagli anni della gioventù a San Pietroburgo, già sanzionato dal 2014 per il suo ruolo nelle grandi commesse pubbliche russe. Secondo i dati citati dall'inchiesta, avrebbe avuto accesso a due Bombardier Global utilizzati per voli frequenti verso Emirati e Azerbaigian.
Reti da pesca antidroni e jet occidentali per Putin: così Mosca aggira le sanzioni
Nell’inchiesta del Wsj la denuncia: l’élite russa continua a viaggiare all'estero con aerei Bombardier e Gulfstream nonostante le restrizioni introdotte dal 20…








