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Gian Guido Vecchi

Il Papa all'appuntamento con il mondo dell'arte, della cultura e dello sport nell’arena del basket madrileno. Il saluto di Antonio Banderas

Inviato MADRID «È davvero possibile credere che l’Europa – che tanto amiamo – sarebbe la stessa senza l’impronta della fede? Perché temere che l’eternità permei la quotidianità? È ancora vivo il grido dei miei predecessori: Non temete! Spalancate le porte a Cristo! Gesù Cristo non ci toglie nulla e ci dona tutto». Leone XIV riecheggia Wojtyla, mentre nel tardo pomeriggio si rivolge al mondo dell’arte, della cultura, dell’economia e dello sport, accolto da un lungo applauso dei quindicimila nell’arena del basket madrileno e dal saluto, tra gli altri, di Antonio Banderas, «sono stato vittima dell’incantesimo di Dio».

E le parole di Prevost suonano tanto più rilevanti dopo la messa del mattino per il Corpus Domini, lo spettacolo del milione e duecentomila fedeli che riempivano Plaza de Cibeles e i viali tappezzati di fiori tutt’intorno, del Papa in processione con l’ostensorio preceduto da bambini che gettavano petali di rosa.