Ad Hangzhou l’AI è finita in tribunale. L’espulsione di forza lavoro pone Pechino davanti a un dilemma. Può uscirne solo costruendo nuovi modelli di convivenza coi robot, una sorta di socialismo artificiale SHANGHAI – Hangzhou, il capoluogo dello Zhejiang dove Mao Zedong amava trascorrere lunghi periodi lontano da Pechino, negli ultimi giorni è assurta agli onori della cronaca per i robot umanoidi che, di fronte alla sede provinciale del partito comunista, regolano il traffico e danno informazioni ai turisti. La città di Jack Ma, quartier generale della sua Alibaba, è uno dei laboratori dell’intelligenza artificiale che la Cina punta ad applicare massicciamente alla manifattura e ai servizi. È la cPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Michelangelo CoccoAnalista politico del Centro studi sulla Cina Contemporanea. Ex corrispondente da Pechino per il quotidiano il manifesto, è autore di Una Cina "perfetta" - La Nuova era del PCC tra ideologia e controllo sociale (Carocci editore, 2020) e Xi, Xi, Xi - Il XX Congresso del Partito comunista e la Cina nel mondo post-pandemia (Carocci editore, 2022). Vive tra l'Italia e la Repubblica popolare cinese.