Si sono concluse nella notte le operazioni di sbarco e di prima accoglienza dei 58 migranti arrivati al porto di Marina di Carrara (Massa Carrara) a bordo della nave Open Arms.

L'imbarcazione è approdata alla banchina Buscaiol alle 21 di sabato 6 giugno, una volta scesi a terra i migranti sono stati accompagnati al vicino complesso fieristico di Imm-CarraraFiere per le operazioni di prima accoglienza. Lo sbarco nel porto di Marina di Carrara si è concluso attorno alle 23. Dopo le visite mediche e il riconoscimento, tutti i migranti hanno ricevuto un pasto e poi hanno cominciato a partire con pullman e pullmini verso i diversi centri di accoglienza individuati dalla prefettura di Massa-Carrara.

I 58 migranti, tra cui 24 minori non accompagnati, provengono da Eritrea, Sudan, Somalia, Egitto e Bangladesh e sono stati soccorsi il 3 giugno nel Mediterraneo Centrale.

Le persone soccorse, spiega in una nota Open Arms, erano partite da Al-Khums, in Libia, a bordo di un'imbarcazione in fibra gravemente sovraffollata, priva di dispositivi di salvataggio e di adeguate attrezzature per la navigazione. Al momento del soccorso si trovavano in mare da oltre 24 ore.

Nonostante la tempestiva messa in sicurezza da parte dell'equipaggio di Open Arms, le 58 persone hanno dovuto affrontare ulteriori tre giorni di navigazione prima di poter raggiungere il porto assegnato dalle autorità italiane. Marina di Carrara si trova infatti a circa tre giorni di navigazione dall'area in cui è stato effettuato il soccorso. Molti dei naufraghi soccorsi hanno raccontato di essere stati detenuti arbitrariamente in Libia, vittime di violenze, estorsioni e torture. Tra loro un giovane proveniente dal Bangladesh ha raccontato di essere arrivato in Libia per lavorare e di essere stato successivamente arrestato, venduto a gruppi criminali e sottoposto a torture per ottenere denaro dalla famiglia. Dopo essere riuscito a pagare il proprio rilascio, è stato nuovamente catturato e consegnato ai trafficanti, che hanno continuato a estorcergli denaro attraverso violenze e sequestri. Per finanziare il proprio viaggio verso l'Europa, la sua famiglia ha dovuto vendere la casa di proprietà.