Sullo stesso argomento:

a

"Mettetevi comodi, il cambiamento non è un pranzo di gala". Era il maggio del 2023, quando la neo segretaria del Pd reagì d'impeto alle prime critiche interne al suo mandato: non mi fermerò. Nei tre anni successivi, nonostante la dichiarazione di guerra, le correnti si sono moltiplicate, i capibastone che voleva sradicare alla fine hanno avuto la meglio — Vincenzo De Luca e Vladimiro Crisafulli su tutti. Il "generale" del Nazareno si è concentrato sull'identità: farò tutto di testa mia, senza consultarmi con nessuno. Ad un anno, o poco più, dalle elezioni, Elly Schlein si rimette l'elmetto e chiama all'ultima battaglia: accompagnare al macero il vecchio partito e portare in Parlamento una pletora a propria immagine e somiglianza.

Pd-Cgil asse contro Conte: ecco il patto sulla patrimoniale

Un progetto ambizioso: lasciare un segno indelebile del proprio passaggio, battezzare la Flottila e farla sbarcare tra Camera e Senato. Tradotto: le deroghe per chi avrà superato le tre legislature saranno concesse al lumicino. Non solo alla minoranza, ma anche, con un briciolo di riconoscenza in più, ai big che la sostennero alle primarie. È il progetto "tabula rasa", con una fedelissima, Marta Bonafoni, sguinzagliata dalle regionali in giro per l'Italia a fare casting. Il modello è già stato sperimentato in Toscana, quando all'ultimo momento fu imposto il nome di una giovanissima sconosciuta, Bintou Mia Diop, nominata vicepresidente della Regione. L'identikit che la coordinatrice della segreteria sta componendo risponde a requisiti chiave: giovane età, partecipazione attiva ai movimenti ProPal, nessuna esperienza precedente nel vecchio Pd. Sui 105 parlamentari in carica, più di un terzo ha bisogno di una deroga per essere ricandidato: sono 37. I fedelissimi poi si spingono a chiedere un repulisti maggiore: spulciamo i tabulati di ogni singolo deputato e senatore, e vediamo se i conti tornano.