MILANO – Maxi-riassetto nel mercato francese delle telecomunicazioni. Il secondo operatore transalpino, la Sfr del miliardario Patrick Drahi, è destinato a esser spartito tra gli altri tre grandi operatori. Un deal da 20,4 miliardi, debito compreso, che secondo la Bloomberg “metterà alla prova la tolleranza delle autorità di regolamentazione europee nei confronti delle operazioni di consolidamento”.

Bouygues Telecom, Orange SA e il gruppo Free–Iliad hanno firmato un protocollo d'intesa con Altice France di Drahi per acquisire Sfr e suddividerne le attività e la clientela: l’esito, se tutto andrà a buon fine, sarà di eliminare un attore di primo piano dal mercato francese poiché Bouygues, Iliad e Orange intendono suddividersi le attività e la clientela di Sfr, riducendo il numero dei principali operatori da quattro a tre. Un consolidamento che da tempo viene indicato dagli addetti ai lavori come necessario in Europa, e pure in Italia, per far fronte al calo dei margini dovuto alla battaglia dei prezzi che limiterebbe la loro capacità di generare rendimenti da investire in nuove infrastrutture quali il 5G, le reti in fibra ottica e i data center.

Da mesi si parlava di questa trattativa, ma Drahi aveva respinto le offerte precedenti: una di 17 miliardi di euro a ottobre e puntava a una valutazione superiore ai 20 miliardi di euro, come riportato in precedenza da Bloomberg. Il suo obiettivo è raccogliere liquidità per ridurre l'indebitamento delle sue telco, dopo anni di acquisizioni finanziate dal debito.